
Come annunciato nel precedente post in cui parlavo dell'alimentazione in gravidanza, desidero fornire indicazione sul livello di incremento del peso corporeo durante i nove mesi.
Anche qui, come per la dieta in gravidanza vi sono credenze popolari, convinzioni di vario tipo, a volte anche eccessive in un senso o nell'altro: ossia chi restringe troppo e chi eccede!
L'aumento di peso in gravidanza dipende per i 2/3 1/3 da un aumento "facoltativo" ritensione di liquidi, aumento del tessuto adiposo materno: come riserva lipidica per l'allattamento).
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Come ho già scritto in
precedenza, in una presentazione che però una lettrice del blog giustamente non riteneva esaustiva, volentieri riporto alcuni appunti che preparai all'indomani della famosa puntata di Porta a Porta dedicata alle diete che ha avuto sembra un ascolto record, anche forse per la qualità degli importanti ospiti della trasmissione (del calibro del professor Carruba, o del professor Calabrese) che hanno sottolineato a gran voce l'importanza di non seguire diete alla moda o diete generiche, ma di farsi seguire da un serio professionista in grado di impostare una sana ed equilibrata dieta personalizzata, preferibilmente impostata sui principi della dieta mediterranea.
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Molto importanti i punti cardine sui quali secondo il parlamento i vari stati europei dovrebbero basare le loro linee di intervento. Mi trovo pienamente d'accordo sull'importanza, tra le varie cose, di fornire a scuola pasti equilibrati (ne ho anche già parlato altre volte) e di educare fin da piccoli i bambini a comportamenti che li aiutino a prevenire l'obesità ed il sovrappeso, che purtroppo sono in costante e preoccupante aumento.
Mi ha colpito in particolare che, secondo alcuni studi di cui parla il rapporto europeo, i consumatori tendono a fare molto più affidamento sui vanti in etichetta, come "riduce il colesterolo", "a bassa percentuale di grassi", "ricco di calcio", "ricco di fibra", "senza grasso", che sulle tabelle nutrizionali riportate sui pacchetti dei prodotti.
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Il Corriere della Sera ed anche i TG oggi riportano questo titolo un pò provocatorio ovviamente, e la notizia viene commentata anche dal Dott. Ghiselli dell'INRAN in Corriere Mediacenter .
Concordo pienamente con il Dott. Ghiselli nel dire che la dieta mediterranea è la migliore perché comunque prende in considerazione anche la palatabilità delle pietanze (ossia il gusto, il gradimento).
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Fino a che si vede la dieta come una immane fatica, come una serie continua di privazioni, è facile cercare scorciatoie, illudersi di aver trovato la soluzione miracolosa che consenta di dimagrire senza dieta e senza esercizio fisico.
Io credo che alcune persone in sovrappeso, pur di dimagrire sarebbero disposte a "vendere l'anima al diavolo" e quindi sono facile preda della "Diet industry" disposte a provare di tutto: medicinali, trattamenti improbabili, fantomatici indumenti dimagranti, miracolose creme, insoliti bicchieroni con bibite a base di erbe e così via.
Nel mare di proposte che proliferano sul mercato, specialmente in questo periodo in cui si avvicina la temuta "prova del costume", come professionista sanitario, mi sento in dovere di dare alcune indicazioni sugli elementi principali che un serio professionista deve valutare se ha come priorità la salute della persona.
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Ho avuto il piacere di ascoltare il Professor Nicola Comodo (Professore Ordinario di Igiene, Direttore Dipartimento di Sanità Pubblica, Università di Firenze), nella sua presentazione di venerdì 16 marzo 2007 al convegno "Alimentazione, scuola e salute" organizzato dal Comune e dalla ASL 3 di Pistoia.
Una presentazione ricca di spunti professionali interessanti e che tornerò senz'altro a sottolineare qui in dietablog. In particolare ha colpito la mia attenzione quando ha sottolineato la relazione che esiste tra grado di istruzione e percentuale di sovrappeso.
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Seguire una dieta troppo rigida fa male in generale alla salute e quindi anche alla bellezza dei capelli.
Fa male al punto che le LIGIO (Linee Guida Internazionali sull'Obesità) raccomandano a noi tecnici del mestiere di non far dimagrire il paziente obeso oltre il 10% del peso corporeo iniziale in un tempo di 6 mesi- un anno . Questo significa che una persona che pesi 100 Kg non deve perderne più di 10 nell'arco di 6 mesi - un anno!
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Emerge allarmante il dato del crescente livello di sovrappeso ed obesità che mette a rischio la salute di adulti e bambini.
Con piacere verifico, nelle zone in cui vivo e lavoro, un costante impegno pubblico per far fronte a questa emergenza che l'OMS definisce "globesità".
Anche l' Emerito Prof. Eugenio Del Toma sottolinea caldamente l'importanza di una corretta alimentazione fin dai primi anni di vita, ed evidenzia quanto siano determinanti anche il pasto a scuola controllato da una dietista e l'attività fisica.
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Ha ragione e mi trovo profondamente concorde con il professor Del Toma (Professore emerito di Diabetologia e Dietologia dell'Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma ) quando, ieri sera domenica 18 febbraio sugli schermi della RAI ospite della trasmissione di medicina Elisir ha sostenuto con decisione il ruolo decisivo di una corretta alimentazione fin dall'infanzia, per prevenire quello stato diffuso di sovrappeso ed obesità che l'OMS definisce "Globesità".
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