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La dieta corretta a scuola

La dieta corretta a scuola: dato che emerge allarmante il dato del crescente livello di sovrappeso ed obesità che mette a rischio la salute di adulti e bambini.
Con piacere verifico, nelle zone in cui vivo e lavoro, un costante impegno pubblico per far fronte a questa emergenza che l’OMS definisce “globesità”.
Anche l’ Emerito Prof. Eugenio Del Toma sottolinea caldamente l’importanza di una corretta alimentazione fin dai primi anni di vita, ed evidenzia quanto siano determinanti anche il pasto a scuola controllato da una dietista e l’attività fisica. Continua la lettura di La dieta corretta a scuola

Perché i bambini svuotano il frigo

Uno dei compiti a casa che mia figlia Giulia doveva fare in questi giorni era la lettura ed il commento di un brano scritto da Susanna Tamaro nel suo libro “Cuore di ciccia”.

“Michele aveva otto anni e viveva con la mamma in una casetta alla periferia della citt¢ con un piccolo giardino, La mamma si chiamava Angelica. Il pap¢ si chiamava Arturo e viveva in un appartamento non molto lontano.Aveva un negozio di automobili nel centro della citt¢. Quando era nato Michele si amavano molto, ma poi piano piano, come succede spesso, Angelica aveva capito che Arturo non era l’uomo dei suoi sogni, e Arturo aveva capito che Angelica non era la donna dei suoi desideri. Cos↓, quando Michele aveva tre anni avevano deciso di separarsi. Il pap¢ veniva a trovarlo una volta a settimana.

……..Per Angelica, che come abbiamo gi¢ detto dirigeva una fabbrica di costumi da bagno, la cosa pi importante era essere magri e scattanti Il perch← │ chiaro: se tutti avessero deciso di essere grasi, nessuno avrebbe pi comprato costumi da bagno. Naturalmente lei faceva grandi sforzi per assomigliare ad uno scheletro. Mangiava un pranzo intero soltanto ogni due o tre giorni, e per il resto si nutriva unicamente di yogurt magri e mele sgonfie.

E non era tutto: giacch← queste misure non erano sufficienti per arginare l’esplosione della ciccia, ogni minuto libero lo trascorreva correndo in giro per il giardino, facendo flessioni e saltelli. Si pesava regolarmente la serae la mattina, e se la sera scopriva che si era aggiunto un etto, invece di dormire andava in giardino e saltava sul tappeto elastico fino al mattino.

Quando gli etti erano due scoppiava a piangere, e toccava a Michele consolarla; la consolava con aprole dolci, anche se della sua magrezza non gliene importava proprio niente.

Con il padre non andava diversamente: dato che vendeva automobili da corsa, e le automobili da corsa le guidano i signori abbronzati e magri, anche lui doveva essere sempre magro e abbronzato. La domenica mattina andava a prendere Michele vestito in tuta e scarpe da ginnastica, e per tutto il giorno, mentre gli altri mangiavano le fettuccine e guardavano la televisione, loro due correvano in giro per i parchi senza mai fermarsi.

Michele odiava correre: gli facevano male i piedi e le ginocchia, gli mancava il fiato e dopo un po’ anche la vista, e i pensieri, anzich← starsene fermi e tranquilli, ballonzolavano da una parte all’altra della testa come bambole rotte.

Michele odiava anche lo yogurt, le mele sgonfie ed i bibitoni proteici, odiava andare a lezione d’inglese e a lezione di computer, odiava tutto questo, ma giacch← era gentile faceva tutto e stava zitto.

Cos↓ con gli anni i suoi genitori si erano convinti di avere un figlio proprio come desideravano, uguale identico a loro; mentre Michele, con gli anni, era diventato un bambino triste e solo.

L’unico amico di Michele era Frig, un frigo bianco con la pancia sempre piena di cose buone da mangiare che gli servivano a mandare via quel freddo che sentiva dentro la pancia ad esempio quando era solo e si annoiava e desiderava un fratellino o un gatto. “

Mi ha immediatamente fatto pensare ad alcuni ragazzini che vedo in studio, in particolare ad uno che nel primo colloquio mi disse proprio che certe volte mangia perch← si annoia!

Un testo che vale davvero la pena leggere, magari insieme ai nostri figli, vista la semplicità  del linguaggio che lo rende una lettura idonea a partire dai nove anni in su!

Orti a scuola per una dieta ricca di verdure per i bambini

Una bella iniziativa di Slow Food : con gli orti nelle scuole i bimbi scoprono le verdure!
Mi ha fatto davvero piacere leggere questa notizia: Slow Food ha coinvolto nel progetto degli orti, circa cinquemila bambini per un totale di 100 orti scolastici e 250 classi.
I bambini hanno imparato a coltivare ortaggi e verdure, imparando a capire la stagionalit¢ dei prodotti ed a gustare altri sapori che non siano quelli delle patatine fritte.
Nell’esperienza professionale quotidiana di controllo sulle mense scolastiche e di anamnesi dietetiche, nonch← di mamma, mi ero resa conto del fatto che i bambini in genere mangiano poche verdure e che spesso le rifiutano senza nemmeno assaggiarle.
Mi ero per￲ anche accorta che nella scuola elementare di Casale (Prato) in cui i bambini coltivano l’orto, c’│ un maggior consumo di prodotti ortofrutticoli, come ho notato che i miei figli, se vanno all’orto con il nonno mangiano volentieri i pomodori a morsi o l’insalata o i pisellini appena sgusciati!

Quindi ben venga il nuovo progetto al quale i Ministeri della Salute, delle Politiche giovanili e Slow food Italia stanno e che che verr¢ presentato il prossimo 17 luglio, sulle forniture alimentari per le mense di scuole e ospedali. (Ansa – Fonte Bioagricultura Notizie)

Frutta e verdura nella dieta dei bambini Parte seconda

Continuando sul tema della frutta e verdura nella dieta dei bambini, ritengo sia anche molto utile leggere con loro libri che giocosamente parlino dei gusti alimentari.
In particolare ho visto che i miei figli si sono divertiti molto con la lettura di un divertente libro dal titolo “MAI E POI MAI MANGERO I POMODORI” (che potete come me comprare comodamente su IBS: Mai e poi mai manger￲ i pomodori. Libro pop-up di Child Lauren Editore: Ape Junior Euro 18,90).
Ma basta fare mente locale e non sar¢ᅠ difficile trovare racconti in cui si parla di piante, frutta o verdura che potremmo sfruttare per avvicinare i nostri bimbi al raggiungimento di ben due obiettivi:

1. la predisposizione ad assaggiare anche questi prodotti che, solitamente, raccolgono meno favori;
2. avvicinarli al piacere della lettura (magari cercando anche in biblioteca, nella sezione libri per bambini, iscrivendosi al prestito che consente poi portare questi libri a casa e leggerli con calma, ad esempio la sera prima di addormentarsi).
A me viene in mente una fiaba che leggevo da bambina e che mi faceva sognare molto dal titolo “La zucca dell’orto reale”.
Ma basta pensare a Biancaneve con la famosa mela, o a “Giacomino e il fagiolo magico” oppure a “La principessa sul pisello” e cos↓ via.
Molto interessante │ stata l’esperienza sperimentale realizzata nel Comune di Barberino di Mugello dove un animatore professionista (Giacomo Gosti) ha fatto interventi presso le scuole dell’infanzia e primarie con uno spettacolo e personaggi studiati per stimolare i bambini a consumare prodotti ortofrutticoli.

Dieta dei bambini : Frutta e verdura ancora poca

Dieta dei bambini : Frutta e verdura ancora poca.     Non è semplice convincere i nostri figli a mangiare le porzioni di prodotti ortofrutticoli raccomandate dalle Linee Guida dell’INRAN.

Vista però l’importanza dell’educazione al consumo di questi prodotti, è bene continuare a proporre ai nostri figli le varie tipologie , mettendo in tavola ogni giorno almeno un tipo di verdura cotta o cruda e diversi tipi di frutta.
Per avere una discreta scelta, pur con disponibilità di tempo ridotta, │ possibile tenere in frigo cose già predisposte, come ad es. pomodorini già lavati, o palline di verdure cotte surgelate che siano solo da scaldare, bene anche una carotina o qualche pezzetto di finocchio crudo.

Possibile poi cercare di creare dei disegni nel piatto ( es una faccia fatta con olive al posto degli occhi, una carotina al posto del naso, uno spicchio di pomodoro per bocca e così via). Interessante anche far giocare i pi piccoli con i colori derivanti dalla frutta o dalla verdura, colorare con succo di pomodoro ad esempio, o inventare dei giochi a squadre in cui si assaggiano prodotti vegetali ad occhi chiusi e vince chi indovina il maggior numero di cibi.